PA e gestione stradale: nuovi investimenti per far crescere il comparto

“Tutte le strade portano a Roma”, come si suol dire, ma la gestione della rete stradale da parte della Pubblica Amministrazione è un processo tutt’altro che semplice.

In Italia, infatti, esistono più di 7.000 chilometri di autostrade e oltre 840.000 chilometri di strade statali, regionali, provinciali e comunali. Questo enorme patrimonio di infrastrutture costituisce un vero e proprio valore in continua crescita per il nostro Paese, ma la sua manutenzione rischia di diventare un onere difficile da affrontare, sia in riferimento agli enti che hanno come finalità la gestione della rete viaria, sia per le imprese che fanno della cantieristica stradale il loro principale business.

E la crisi economica degli ultimi anni non ha certo aiutato a migliorare la situazione, visto che il settore delle costruzioni è stato uno dei più colpiti. Se si considerano solo le PMI che lavorano con le opere pubbliche, poi, la crisi è iniziata addirittura nel 2005, con una flessione complessiva dei livelli produttivi del 56,8%.

Nuove prospettive, però, si stanno aprendo ora grazie alla ripresa degli investimenti in infrastrutture. Il piano triennale dell’Anas, che si occupa della gestione e della manutenzione di oltre 26mila chilometri di strade e autostrade in Italia, parla di investimenti in partenza per oltre 30 miliardi di euro. Queste risorse daranno nuova linfa alle imprese del settore con l’obiettivo di realizzare nuove infrastrutture e occuparsi della manutenzione di quelle esistenti tramite l’apertura di nuovi cantieri su tutto il territorio nazionale, in modo particolare al Sud.

Di queste risorse, 23,4 miliardi sono destinati a nuovi investimenti, mentre 6,2 miliardi di euro serviranno a finanziare interventi già in corso. I nuovi investimenti sono ripartiti tra risorse destinate al Completamento di itinerari (8,4 miliardi di euro), opere di adeguamento e messa in sicurezza (5,3 miliardi), manutenzione straordinaria (5,2 miliardi di euro), nuove opere (per 3,9 miliardi di euro ) e altri investimenti (per i restanti 0,6 miliardi di euro).

Grazie a questi nuovi investimenti si prevede che le PMI del settore costruzioni che lavorano nella cantieristica stradale potranno veder crescere il loro impegno, continuando nel trend positivo individuato anche dagli ultimi dati dell’ISTAT.

A dicembre 2017, infatti, l’indice del costo di costruzione di un tronco stradale con tratto di strada in galleria è cresciuto dell’1,2% rispetto allo stesso mese del 2016, mentre il tronco stradale senza tratto di strada in galleria ha fatto segnare un aumento dell’1,7%. Entrambi gli indici, quindi, segnalano una sostanziale ripresa del settore, chiudendo l’anno rispettivamente con +0,8% e +1,1% rispetto al 2016.

A contribuire alla crescita del costo di costruzione del tronco stradale è stato soprattutto l’aumento del costo dei materiali. L’evoluzione dei materiali e le continue innovazioni tecnologiche anche nella cantieristica stradale consentono all’intero settore di crescere continuamente per grado di innovazione ma anche per adeguare i cantieri e le PMI che vi lavorano in materia di sicurezza, sistemi di monitoraggio e sostenibilità ambientale.

Il comparto, quindi, sembra tornare a guardare al futuro con speranza e positività, per il bene sia delle aziende che si occupano dei lavori, sia delle pubbliche amministrazioni che li commissionano.

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